Salve lettori cavalca viverne, come state affrontando questo cambio di stagione? Io ho già salutato il raffreddore e il mal di tes...

UKYIO CAFFÉ- Dalla Katana al futurismo...due nuovi anime dal Giappone!



Salve lettori cavalca viverne, come state affrontando questo cambio di stagione? Io ho già salutato il raffreddore e il mal di testa, ma nonostante ciò non potrei mai odiare l’autunno. Prima che la  connessione decidesse di abbandonarmi e farsi un viaggetto alle Bahamas- per poi ritornare saltuariamente e far finta di preoccuparsi della mia sanità mentale (si dipendo da internet a tutto spiano!)- ho avuto modo di vedere ben sei anime! Peggio delle ciliegie e dei dolci, un episodio tirava l’altro, fino a che è diventata una pseudo dipendenza (ci tengo ancora a non affermare totalmente di aver perduto il senno). Così, tra una smorfia e l’altra al demoniaco modem, in questa puntata ho deciso di rendere anche voi partecipi dei miei folli scleri e di raccontarvi un po’ cosa ho amato e cosa no, di due dei sei “mostri nipponici”. Premetto di aver spaziato  tra i vari generi non per scelta, ma per una mera casualità. La selezione- il più delle volte- è stata dettata dai disegni e dalle storie strane o bizzarre. 
HAKUOKI
Il primo in assoluto che mi ha letteralmente conquistata, è Hakuoki, un anime tratto da un videogioco basato sulla Shinsengumi (uno speciale corpo di polizia, istituito durante il periodo dello shogunato Tokugawa) formato da due serie principali, sei OAV, un prequel, e due film per il grande schermo. La prima serie  ( 12 episodi), intitolata Hakuouki Shinsengumi Kitan, si apre con il salvataggio della protagonista Chizuru Yukimura, una ragazza che si reca a Kyoto alla ricerca del padre Kodou, un medico praticante la medicina occidentale. Appena arrivata in città, si imbatte  dapprima in alcuni uomini malintenzionati, poi nei Rasetsu (pseudo vampiri nati dall’Ochimizu, un elisir che aumenta le capacità di guarigione, ma che priva la persona del senno) creati da suo padre. Chizuru però, ha  la fortuna di essere salvata dai membri della Shinsengumi- che da tempo sono sulle tracce dei mostri- e di essere ospitata nel loro quartiere generale. Attraverso i vari episodi assistiamo ai reali avvenimenti storici che misero in ginocchio il Giappone tra il 1862 ed il 1869, e ai vari  cambiamenti culturali e politici dell'epoca.  A rendere tutto più coinvolgente poi, ci sono i capitani delle divisioni interne della Shinsengumi, abili guerrieri dai radicati valori.
Hijikata Toshizu, vice comandante, prende la maggior parte delle decisioni ed è temuto e rispettato dai suoi uomini ( e aggiungerei ha il fascino del bello e dannato tanto da far innamorare anche i petali dei ciliegi in fiore); Souji Okita, capitano della prima divisione, presenta un carattere ribelle, sarcastico e a tratti spietato (cosucce da nulla se vi soffermate al suo aspetto esteriore); Hajime Saito, capitano della terza divisione e maestro nell'uso della spada si rivela silenzioso, taciturno, saggio e leale e rappresenta la parte diplomatica del gruppo (il fascino dell’ombroso introverso gli si addice perfettamente); i tre chiassosi del quartiere Shinpachi Nagakura (capo seconda divisione) Sanosuke Harada (capo decima divisione), Heisuke Todo, guerrieri provetti che nel tempo libero si dilettano tra bevute e bravate; Keisuke Sannan, vice comandante come Hijikata, e studioso del gruppo; ed una infinità di personaggi che non sto qui ad elencarvi ancora.  Nella seconda serie, intitolata Hakuōki Sekkaroku (10 episodi), ritroviamo bene o male gli stessi personaggi, ma con ambientazioni e costumi diversi: dopo le molteplici perdite subite dalla Shinsengumi negli episodi della prima stagione, i guerrieri- seppur a malincuore- abbandonano le loro tradizioni, i loro usi e costumi, per omologarsi e restare al passo con i tempi, ormai moderni. Assistiamo al congedo del kimono e all’adozione delle divise occidentali fatte di giacche, pantaloni, stivali, bottoni e camice. E molteplici sono le guerre, i tradimenti, e le ritirate  che i protagonisti si ritrovano a subire.
  La differenza tra le due stagioni, risiede proprio nel fatto che mentre  nella prima assistiamo alla crescita, alle vittorie sudate, e alle conquiste della Shinsengumi, nella seconda, il nostro speciale corpo si avvia al declino insieme all’utilizzo della katana e della spada corta.  Le emozioni suscitate da questo anime sono fortissime e contrastanti. Troverete valori come il coraggio, la determinazione, l’amicizia, l’onore, e l’orgoglio, insieme alla nobiltà d’animo mostrata dai guerrieri, e la loro compassione nei confronti dei deboli. Non manca inoltre l’elemento romantico, anche se non rappresenta il fulcro della storia e non è così esposto. Personalmente, mi sono innamorata perdutamente di questo anime per le ambientazioni, i sentimenti che suscitano vicende e personaggi, il pathos che si avverte forte e chiaro, la drammaticità di fondo, i disegni spettacolari, le musiche da brividi e il temperamento ed il carattere di Hijikata Toshizu, muro portante della serie.
Ciò che ho apprezzato un po’ di meno è il personaggio femminile di Chizuru Yukimura. A mio avviso, poteva avere apparizioni più marcate e un ruolo più incisivo.  Nel complesso però, la sua presenza non disturba.
Per quanto riguarda il prequel (12 episodi), intitolato  Hakuouki: Reimei-roku, segue le vicende dei personaggi sopracitati, durante i mesi antecedenti la nascita della Shinsengumi. Ne riporta sogni, speranze, fede, relazioni sociali, e caratteristiche peculiari. Gli OAV invece, sono sei episodi incentrati  ciascuno  sul rapporto tra un guerriero e Chizuru. Ed infine, i due film che, altri non sono che un riassunto generale delle prime due stagioni, presentanti però degli elementi e dei finali differenti.  Da lettrice compulsiva quale sono, non ho potuto fare a meno di richiamare alla memoria una scrittrice che in me ha suscitato emozioni simili, grazie alla sua saga. Sto parlando di Bianca Marconero e di Albion che, di virtù e valori ne hanno da vendere tanto quanto Hakuoki.

NORN9
Passiamo ora al secondo anime. Un fantasy-distopico-storico-fantascientifico. E vi starete chiedendo cosa mi sarò bevuta ( niente, la vendemmia a casa mia è già passata). Lo definisco così, per il semplice fatto che è un anime sbalorditivo che presenta un insieme di elementi che potrebbero stonare se messi insieme, ma che in questo caso creano un tripudio di bellezza. Sto parlando di Norn9.
Anche in questo caso, ci troviamo difronte ad un  anime prodotto da un videogame e pubblicato dalla santissima Idea Factory.  La storia è abbastanza complicata ( mettetevi comodi).  A bordo della gigantesca nave volante Norn, vivono due ragazze e nove giovani uomini con delle capacità particolari, prescelti dalla stessa struttura per uno scopo superiore.  La nave ha una forma anomala: si tratta di un mondo di meraviglie pregno di spazi aperti, luoghi incantevoli, cascate, un cielo sereno, delle dimore, una biblioteca, dei ruderi e chi più ne ha più ne metta.  Sulla terraferma invece, le città sono spente, arretrate, e hanno quell’effetto seppia, molto simile  a nostri anni del dopoguerra o a quello dell’era Meiji o Taisho in Giappone.
Tutto cambia il giorno in cui la nave Norn decide di fermarsi per far salire a bordo una nuova ragazza ( nonché la protagonista): Koharu, una diciassettenne dai capelli rosa che non ricorda quasi nulla del suo passato (compreso il suo vero nome), e che nonostante la sua abilità di manipolare il fuoco, si rivela essere una persona timida e timorosa. Non passa però inosservata agli occhi di Kakeru Yuiga, un diciottenne con l’abilità di far crescere piante e spazi verdi che, nonostante le reticenze altrui, si presenta come un ragazzo aperto, disponibile e con un’inclinazione naturale per la leadership. Koharu comincia ad ambientarsi e si ritrova a stringere amicizia con le due ragazze già presenti sulla nave: Mikoto Kuga, una ragazza dai lunghi capelli neri con un carattere aggressivo e forte,  la cui abilità è quella di creare scudi difensivi; e Nanami Shiranui, una giovane ninja, dal carattere apparentemente tranquillo, capace di cancellare ricordi altrui.
Degni di menzione sono anche i ragazzi: Senri, un adolescente con il potere di controllare l’acqua; Masamune, capace di scoprire il passato di una persona con un  semplice contatto; Sakuya, amico di infanzia di Mikoto, con l’abilità di prevedere il futuro; Itsuki, un ragazzo capace di manipolare i sogni; Akito, giovane uomo scontroso con la stessa abilità di Senri; Heishi, telepate; ed infine Ron, la cui straordinaria abilità è quella di usare le pistole. A loro poi si aggiunge anche un ragazzino, Sorata, dell’epoca Heisei che, attraversa il passato dopo aver sentito una canzone misteriosa. E fin qui tutto bene, se non fosse che questi ragazzi dalle abilità speciali vengono riuniti per compiere un Reset storico. Si scopre così che in un’epoca lontana, uno scienziato aveva creato un marchingegno dalle sembianze umane capace di avviare ( insieme ai 12 ragazzi) un  reset del mondo, in momenti di crisi e guerra. I ragazzi di Norn credono di essere nel 1919, ma le tecnologie avanzate della nave non coincidono con l’arretratezza terrestre: il mondo è arrivato all’ultimo reset possibile e il 1919, altri non è che l’inizio di un nuovo ciclo di storia avviato dal penultimo Reset storico. A conti fatti si trovano nell’8000 inoltrato. Personalmente di questo anime ho apprezzato i disegni modernissimi e perfetti; i colori tenui e a tratti splendenti e irreali; l’intreccio di diversi generi; e le musiche delicate e coinvolgenti. Inoltre, le ambientazioni quasi fiabesche di Norn, i suoi personaggi magici e straordinari, e la semplicità e la povertà degli scenari terrestri mi ricordano tanto due scritti importanti della nostrana Angela C. Ryan: Le Cronache di Edenir e Biscotti alla vaniglia. 

Dopo un post lunghissimo, in cui ho versato praticamente- quasi- tutti i pensieri, vi do appuntamento alla prossima puntata in cui vi parlerò di altri due anime e dei relativi libri che la mia (strana) mente collega.



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